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Otto Stadi dal Mare, 2021

È corrosivo pensare che a definire un luogo nella sua interezza sia una determinata morfologia, un assetto architettonico o un certo impianto urbanistico. Sarebbe come discutere sulla staticità di un plastico; come guadare ad un set cinematografico privo di attori e regia.Senza “attraversamento” il luogo non esiste nemmeno.

 

La percezione è un attraversamento. Percepire un luogo equivale a crearlo, dimenticarlo al contrario ne comporta un’implosione, sancendone la fine. 

Se un luogo può anche morire, ci sono attraversamenti più potenti, capaci di curare , rimarginare e infondere nuova vita. La memoria ne è un esempio, e quando questa si intreccia alla storia di un popolo, attraversando le pieghe del tempo profondo, anche le rovine prendono ad animarsi, edificando luoghi nuovi.

La memoria collettiva attraversa anche una collina distante otto stadi dal mare,nel territorio di Tusa, su cui si erge Alesa, antica città siculo-greca fondata nel 403 a.C., poi abbandonata a seguito di un devastante sisma.

Le leggende popolari ammantano Alesa di un’atmosfera enigmatica. Una di queste narra di una grotta capace di risucchiare chiunque vi entrasse, per via di una misteriosa donna che avrebbe riservato un terribile destino allo sfortunato  visitatore, trasformatosi in una statua o svanito nel nulla. 

 

Otto Stadi dal Mare è un progetto che reinterpreta visivamente i racconti relativi alla leggenda trasmessi oralmente dalla gente del posto. Le fotografie realizzate ad hoc nelle aree esterne e negli spazi museali del sito archeologico di Halesa si combinano ad alcune immagini di archivio dando vita ad una narrazione visiva che racchiude la storia di un luogo in cui passato e presente coesistono.

© 2023 by Agatha Kronberg. Proudly created with Wix.com

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